Il satellite geostazionario

Con grande stupore abbiamo potuto confermare la validità della formula della prima velocità cosmica derivata dalle formule di Newton: V = Radice di (G * M / R)
Grazie a questa abbiamo potuto calcolare la velocità necessaria ai satelliti per entrare in orbita circolare attorno alla Terra senza esserne nè attratti per la forza gravitazionale, né allontanati per la forza centrifuga.
Da questa formula ne abbiamo ricavata un'altra che mette in relazione Raggio e Periodo; in essa abbiamo sostituito il periodo di rotazione della Terra, cioè 1 giorno, il che ci ha permesso di trovare la distanza tale che il periodo di rivoluzione del satellite coincida con il periodo di rotazione della Terra. In questo modo i due corpi possiedono la stessa velocità angolare, quindi il satellite appare fermo dalla superficie della Terra. Quest'orbita viene chiamata orbita geostazionaria.
Dall'esperimento si può notare quanto detto osservando il satellite di colore blu, il quale ruota alla stessa velocità dell'indicatore rosso sulla Terra; gli altri satelliti, che non sono geostazionari, hanno un periodo di rotazione maggiore (satellite fucsia) o minore (satellite verde).
Questo si spiega ancora con la formula della velocità cosmica, dalla quale si capisce che la velocità è inversamente proporzionale alla radice del raggio. Quindi se il raggio è maggiore la velocità sarà minore e viceversa.

(Michela Sbabo e Giulia Caggiari - IV LA)

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